Elezione a Vescovo di Lanusei

31 gennaio 2014

SALUTO ALLA DIOCESI DI LANUSEI

Carissime sorelle e carissimi fratelli,
vi scrivo nel nome del Signore, con gioia e trepidazione. Oggi avete conosciuto la decisione di papa Francesco di nominarmi vostro vescovo. Ho accettato con gratitudine,  affidandomi all’amore misericordioso di Dio, e a Gesù, il Pastore buono, che conosce e guida ciascuno di noi alla pienezza della vita.
 
In questi ultimi giorni ho pregato e riflettuto molto, in un turbinio di emozioni e di stati d’animo che potete immaginare; dico anche a voi quello che ho scritto al Papa nella lettera di accettazione della nomina: spenderò tutte le mie energie di fede, di speranza e d’amore per la Chiesa che è in Lanusei! Per questo vi invito a chiedere a Dio, insieme a me, il dono degli stessi sentimenti che sono nel cuore di Cristo: sentimenti di tenerezza, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di magnanimità (Col 3,12); grazie ad essi la nostra Chiesa d’Ogliastra continuerà a rivestirsi dello stesso amore con il quale Cristo ha amato e servito l’umanità.
 
Giunga a ciascuno di voi il mio abbraccio affettuoso che simbolicamente va da un estremo all’altro della nostra terra, dal mare di Alghero fino alla costa che si affaccia sul Mar Tirreno. Ho potuto apprezzare la bellezza dell’Ogliastra in una breve ma preziosa esperienza estiva con i seminaristi, e sono rimasto affascinato dalla natura, dalle colline che si affacciano sul mare aprendo percorsi verso la montagna, dalle guglie che rilanciano lo sguardo verso il cielo, dall’ospitalità degli abitanti; sono felice che a breve tutto questo mi diverrà familiare.
 
Saluto con affetto e stima Mons. Antioco Piseddu, vostro vescovo per oltre trentadue anni; ho ben presente la sua amabilità, unita ad una sensibilità paterna, accogliente e premurosa. Saluto con lo stesso affetto e stima tutti i presbiteri e i diaconi: sarà per me motivo di incoraggiamento e di conforto poter contare sulla loro passione ecclesiale per annunciare la gioia del Vangelo. Penso con grande simpatia ai seminaristi: il loro cammino vocazionale è un dono che testimonia la fecondità delle comunità di appartenenza, e conferma la certezza che Dio non smette di chiamare anche nel nostro tempo. Alle religiose e ai religiosi chiedo di continuare ad offrire alla diocesi quella luce che proviene dai loro specifici carismi, e che arricchisce tutta la comunità diocesana. A chi appartiene ad associazioni, movimenti e gruppi chiedo e offro disponibilità, per approfondire insieme la ragionevolezza, la bellezza e la consapevolezza del cammino credente.
 
Verrò a Lanusei con semplicità, umiltà e passione evangelica. Vi confido che mi piacerebbe bussare con discrezione alle porte di tutte le vostre case: per ora posso farlo solo nella preghiera, immaginando i vostri volti e le vostre storie. Saluto i genitori, i bambini e i ragazzi, gli sposi, tutti gli adulti. Dedico un pensiero particolare ai giovani: le loro speranze, come le loro ansie sono un’istanza che non posso ignorare e che desidero interpretare e illuminare alla luce della fede. Abbraccio particolarmente chi è ammalato, chi fa fatica a vivere, i poveri e i dimenticati di una società spesso solidale, ma talvolta anche tragicamente indifferente. Faccio mio il grido dolente e impaziente di chi è disoccupato o cerca lavoro, mi impegnerò perché alla loro voce si aggiunga la mia.
Saluto con rispetto tutti coloro che sono impegnati a servizio del bene comune: autorità civili e militari, amministratori e coloro che ricoprono incarichi pubblici. Ad ognuno di essi non mancherà la mia leale e onesta collaborazione. 
 
Sento di essere accompagnato al nuovo compito dall’intera Chiesa di Alghero-Bosa, nella quale con il battesimo e con l’ordinazione presbiterale ho vissuto il mio cammino di fede e ministeriale. Nella persona del Vescovo Mauro Maria, che ringrazio per l’amicizia con la quale mi è stato vicino, saluto fraternamente i presbiteri, i diaconi, i ministeri istituiti, i seminaristi, le religiose e i religiosi, tutti i laici con i quali ho condiviso l’amicizia e la fede. Ricordo con grande riconoscenza Bortigali, dove sono nato, e le comunità parrocchiali in cui ho lavorato: San Francesco in Macomer, San Leonardo in Villanova Monteleone, Natività di Maria in Santa Maria La Palma e SS. Nome di Gesù in Alghero, oltre al Seminario diocesano a Bosa e quello Regionale a Cagliari. 
 
Un pensiero grato va inoltre a tutti gli Arcivescovi e Vescovi sardi, impegnati ad annunciare la vita buona del Vangelo; sono certo che in comunione e sintonia collaboreremo per continuare a servire la nostra gente che amiamo. 
 
Concludo riprendendo un passaggio del discorso che papa Francesco rivolse nel settembre scorso ai vescovi di recente nomina: “Siate Pastori accoglienti, in cammino con il vostro popolo, con affetto, con misericordia, con dolcezza del tratto e fermezza paterna, con umiltà e discrezione, capaci di guardare anche ai vostri limiti e di avere una dose di buon umorismo” (Udienza del 19.09.2013). Guardo a queste esortazioni come a un impegno da adempiere; per voi e con voi cercherò di ascoltare e di seguire Dio e la sua Parola, vivendo con coerenza il mio ministero a servizio dell’uomo di oggi. Per questo ho scelto come motto una frase di Sant’Ireneo: “La gloria di Dio è l’uomo vivente”; da esso attingo una doppia fedeltà: a Dio e alle persone che incontrerò. E vi prometto di mantenere costante questo sguardo di fede e di vita.
 
L’amorevolezza di San Giovanni Bosco che oggi ricordiamo, caro a voi e a me per la testimonianza di tanti salesiani, ci aiuti ad appassionarci come missionari al progetto d’amore di Dio per l’umanità.   
Chiedendo l’intercessione di san Giorgio di Suelli, primo Vescovo, mi affido alla Madonna del Rosario d’Ogliastra perché, come Mamma, mi aiuti a custodire nel cuore – grazie al dono dello Spirito - le parole di vita del suo Figlio Gesù.
Ho bisogno delle vostre preghiere, e per noi tutti chiedo la benedizione di Dio. A presto!
 
Don Antonello Mura, vescovo eletto di Lanusei        
 
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31.01.2014

Alla Chiesa che è in Alghero-Bosa

Carissimi,
saluto con gioia e riconoscenza questa Chiesa diocesana che mi ha generato alla fede e al ministero. Ho accolto la nomina all’episcopato con sentimenti contrastanti, ma con la certezza che Dio, quando chiama al servizio della sua Chiesa, non lascia soli e, nonostante le tante inadeguatezze personali, ti viene incontro con una Parola di grazia: “Non temere, io sarò con te” (Is 41,10).
 
Rileggendo le tappe della mia vita non ho difficoltà ad affermare che il Signore mi ha fatto dono di incontri stupendi e di formidabili esperienze. Ho ricevuto molto più di quello che ho dato. Per questo, guardo con immensa gratitudine alle radici e alle fonti della mia storia umana e ministeriale.
 
Voglio ricordare in primo luogo mia madre – mio padre sorriderà dal cielo – e con lei la famiglia di mia sorella e tutti i familiari; la comunità di Bortigali, nella quale sono nato, con i suoi presbiteri, i parroci e sacerdoti che vi hanno lavorato; gli amici sparsi in tanti luoghi, con i quali ho condiviso progetti, ideali ed esperienze; il vescovo Francesco Spanedda, che mi accolse come seminarista e mi ordinò presbitero, e con lui i vescovi Giovanni Pes, che tra gli altri compiti mi chiese di collaborare al nascente periodico Dialogo; Antonio Vacca, che mi nominò Rettore del Seminario diocesano e Giacomo Lanzetti, che mi volle come suo Pro Vicario.
 
Il mio ringraziamento si estende all’intera diocesi di Alghero-Bosa, al suo Vescovo Mauro Maria Morfino con il quale, oltre ad aver collaborato assiduamente e con gioia, condivido il giorno della sua elezione all’episcopato, tre anni fa; ai presbiteri, ai diaconi e alla scuola dei ministeri, alle religiose e ai religiosi, ai consiglieri dell’Istituto Sostentamento Clero; alle comunità parrocchiali in cui ho lavorato: San Francesco in Macomer, con il suo esemplare parroco, fondamentale nel mio cammino; San Leonardo in Villanova Monteleone, dove vissi la mia prima esperienza da parroco; Natività di Maria in Santa Maria La Palma e, attualmente, la bella e arricchente parrocchia del SS. Nome di Gesù in Alghero, prezioso dono per la mia vita in questi ultimi quattordici mesi.
 
Non posso dimenticare Bosa, che mi ha sostenuto e incoraggiato nei tanti anni nei quali sono stato responsabile del Seminario, dove con i seminaristi, con il padre spirituale e le suore Figlie di san Giuseppe, ho vissuto un’esperienza ecclesiale e umana indimenticabile.
 
Affiancare al servizio ministeriale l’attenzione allo studio e all’insegnamento è stato, in tutti questi anni, uno degli obiettivi che mi ha maggiormente aiutato a mantenere vivo il rapporto tra la fede e la cultura. Si spiegano così i percorsi universitari nella Facoltà Teologica della Sardegna e nell’Università di Sassari, l’insegnamento della religione e quello di storia e filosofia, l’impegno docente presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose a Sassari. 
Ho infine presente persone che hanno costituito in tempi diversi straordinarie occasioni di crescita, alcune delle quali sono nella gloria del Dio vivente. Mi riferisco a coloro che hanno condiviso con me servizi quali il Centro regionale vocazioni e il Coordinamento regionale per il progetto culturale, esperienze vissute accanto a un Vescovo impareggiabile come Pietro Meloni. Anche il Seminario regionale sardo, nei tre anni in cui sono stato animatore è stato una tappa educativa intensa e feconda, grazie alla fiducia del Rettore e dei seminaristi; così come – nella mia prima fase di formazione teologica e comunitaria  – l’Università Pontificia Salesiana in Roma, con i suoi docenti e gli studenti, e l’oratorio della parrocchia di Santa Maria della Speranza sono state un regalo che mi hanno reso un prete diocesano con una forte impronta salesiana.
 
Sono felice che tutto questo percorso trovi oggi compimento nella festa di don Bosco, un santo che nell’amore ai giovani ha espresso la sua dedizione totale alla Chiesa. Spero, con l’aiuto della grazia divina di lavorare con semplicità e umiltà di cuore perché “la gloria di Dio sia l’uomo vivente”.
A voi e a tutta la Diocesi, chiedo di continuare a starmi vicino nella benevolenza e nella preghiera.
 
Con affetto, don Antonello Mura, vescovo eletto di Lanusei