Home

LETTERA AI GIOVANI

 

Diocesi di Lanusei

 

LETTERA AI GIOVANI

                                                                                                          Lanusei, 10 gennaio 2010

 

 

 

Cari Giovani,

 

All'inizio di questo nuovo anno 2010,  mi rivolgo a voi per farvi gli auguri.

Tanti di voi me li avete fatti   di persona,  anche per strada, in tono di cordialità e simpatia. Voglio ricambiarli anche per iscritto   e anzi inviarli a tutti  i giovani della nostra diocesi,  continuando un dialogo amichevole e sincero.

Spero che abbiate vissuto bene il Natale del 2009.  Come avete cominciato il 2010?

Vorrei lo aveste cominciato nel migliore dei modi, in pace con voi stessi e con Dio,  nella sicurezza  della famiglia e coi vostri amici.

 

 

 

 

La formula più ovvia degli auguri  è "Ti auguro ogni bene".  Vorrei specificare con voi il significato di queste parole, anche, se è il caso, andando  contro corrente. So che voi non vi spaventerete per questo.

La "corrente" vede il bene dei ragazzi nei soldi,  perché  abbiano  la libertà di  fare quello che  vogliono, credendo così  di farli  crescere e diventare grandi.

Tante volte l'immagine che gli adulti  hanno di voi è quella di persone imprevedibili, dalle molte pretese, insistenti nel pretendere soldi per il soddisfacimento  dei piaceri e dei divertimenti. Vi vedono egoisti, fragili e furbi nell'evitare ogni fatica e responsabilità  e spesso  in atteggiamento di difesa  verso i grandi, genitori, professori ecc.  visti come noiosi moralisti; persone che amano  stare solo coi coetanei come  in un mondo chiuso, usando un gergo pittoresco e scanzonato… e potremo continuare  perché quando si comincia  a parlar male e cercare difetti non si finisce più.

Cosa c'è di vero in questo?  Nulla? Tutto? Solo qualcosa?...

Io non condivido la visione totalmente negativa. Certo non sono in questa immagine i tanti ragazzi che affrontano la fatica del vivere, sia nello studio, specie nelle scuole superiori e all'università,  che nel lavoro, e hanno poco tempo libero da passare con gli amici. Neanche coloro che, e sono purtroppo molti, non trovando lavoro sicuro, vivono nell'incertezza economica  e si danno da  fare per non essere di peso alle famiglie e anzi per aiutarle. Ammiro i giovani  che imparano un mestiere utile e richiesto o si inventano piccoli lavoretti  in attesa di meglio, per non essere costretti ad emigrare. Così si mettono a servizio della società e diventano costruttori del suo  futuro.

Essi vanno contro corrente,  reagendo alle forti  spinte al disimpegno e alla vita comoda che ricevono dai mass media, che portano a volte anche alla illegalità e alla delinquenza. Essi vogliono essere protagonisti della loro libertà e perseguono un ideale di vita nobile  ed alto.

 

Se volessimo  capire più in profondità le tendenze della mentalità corrente, potremo riferirci al tormentato pensiero filosofico degli ultimi secoli, arrivato al punto di voler prescindere  dal ragionamento,  per   privilegiare l'emozione passeggera,  il provvisorio, il "pensiero debole", il mordi e fuggi.

Il Papa Benedetto XVI, nella sua acuta e serena visione del presente e del futuro, mette continuamente in guardia  dal  "relativismo",   che porta al "nichilismo", per cui non c'è nessuna  verità oggettiva e nessuna certezza e  quindi  nessuna sicurezza. Resta solo il nulla. Sul nulla si può costruire qualcosa? A volte si arriva alla terribile decisione di farla finita togliendosi la vita.

Ma il buon senso ci porta a rifiutare questa impostazione di vita. Anche se è condivisa da molti.

Andare contro corrente, è segno di libertà vera. La fatica di "pensare"  per farci le nostre convinzioni personali,  ci porta a formarci un bagaglio di idee che riteniamo giuste e per le quali vale la pena di vivere e anche soffrire. Gli antichi dicevano "L'ideale vale più della vita".

 

Mi piace in questi auguri, riferirmi  a tre valori che ritengo fondamentali,  per  verificare la nostra "crescita in umanità".   Li esprimo con alcune domande; sento che però sono  difficili e imbarazzanti. Meglio evitarle?  O avere il coraggio di rispondere?

 

1- Che valore ha la ricerca della verità nella mia vita?

La verità è conquista, frutto del pensare in grande e dell'interrogarci  sul senso  della vita, della storia, delle cose. Chi sono io? Quale è stata sino ad ora la mia storia? Come voglio e sto preparando il mio futuro? Quali sono i miei ideali?

Per trovare risposte ci vuole davvero il coraggio di togliersi la maschera, di non bluffare, di essere autentici e veri. Ma ne vale la pena. Tra le verità da scoprire, la più alta e che illumina tutto, si chiama Dio. Ho paura di trattare con Lui? Lo evito? Parlo con Lui?

 

2- Che valore ha per me il senso del bene e del male?

 Dentro di noi c'è una realtà, a volte scomoda, che chiamiamo coscienza. Ci rivela l'aspetto morale delle cose e solo l'uomo  lo possiede. E' segno della sua dignità.

Davanti al bene e al male si gioca la nostra libertà, ma anche la nostra felicità. Al piacere che mi porta a fare ciò che mi piace, subentra il dovere che mi porta a fare ciò che è vero e giusto, anche se mi costa. Ma lì trovo appagamento e pace. Nel male solo tormento.

Qui si innesta il problema dell'amore, la realtà più nobile ed alta dell'uomo. Lo vedo come  il volere il bene dell'altro, degli altri. Per questo amare vuol dire donare. Il contrario è l'egoismo che mi chiude in me stesso.  Per non rimanere delusi è necessario però saper scegliere l'oggetto da amare. Leonardo da Vinci  diceva  che  se l'oggetto amato è grande diventi grande: se è vile diventi vile.

Pensa alle persone, agli oggetti che ami. Anche il ragazzo e la ragazza che ami, e con cui sogni di realizzare una famiglia  ti possono portare  in alto  se sono in alto, o rendere infelice  se sono vili.

Non dimenticare che Dio si è definito "Amore". Amore che si dona.

 

3- Quale esperienza ho della bellezza?

E intendo per bellezza la sensibilità nello scoprire l'armonia delle cose e la capacità di contemplarle, di goderle. Parlo delle realtà naturali ma anche dell'arte: la musica, la pittura, la scultura, l' architettura, il cinema, il teatro… Penso anche  all'armonia dello stile della propria vita. Quanto è forte la tentazione di adagiarsi nella mediocrità e a volte nella grossolanità e volgarità se non peggio. Anche perché a questo ci spingono tanti  spettacoli TV, e siti Web, You Tube ecc.  E' più facile rinunciare a volare alto scegliendo una vita vile. Ma poi?

Dio è armonia e bellezza. Vuole che la nostra vita sia un'opera d'arte, un capolavoro.

Chiudo qui, scusandomi di essere stato lungo.

 

Gli auguri per il 2010  li concretizzo in questi valori.  So che non avete paura di essi e non avete paura della fatica di crescere e volare alto.

Li affido all'amico cui io sto dedicando la mia vita: Gesù. E' il Gesù della Prima Comunione, della Cresima, di tanti momenti belli. E' l'amico che sempre ci capisce, ci consola nelle sconfitte… ma che ha fiducia in noi anche quando gli adulti sembrano perderla. Egli  ci spinge a non sprecare nulla della nostra vita  e a viverla alla grande. Questo vorrei per  ciascuno di voi in questo anno.

 

                                                                                                                       +Antioco Piseddu

 

P.S. Se vorrete condividere questi auguri mi potete rispondere. Sarò lieto  di continuare il dialogo con voi.  Il mio indirizzo: Via Roma, 102- 08045 - LANUSEI.  .

 

                                                                                                                     

 

Ultimo aggiornamento (Giovedì 25 Febbraio 2010 00:28)