Giornata missionaria. La Chiesa in missione nel mondo

15 ottobre 2019 | News
Nel Messaggio di Papa Francesco per la Giornata missionaria mondiale 2019, che si celebra il 20 ottobre, dal titolo: "Battezzati e inviati: la Chiesa di Cristo in missione nel mondo" - tema che uguale a quello del Mese missionario straordinario - il Papa scrive che "La vita divina non è un dono da vendere - scrive - ma una ricchezza da donare, comunicare, annunciare"
 
“Una Chiesa in uscita fino agli estremi confini richiede conversione missionaria costante e permanente”, sull’esempio di tanti santi che “ci mostrano possibile e praticabile questa apertura illimitata”. E’ il cuore del messaggio di Papa Francesco per questa Giornata missionaria mondiale, ricordando i tanti santi, uomini e donne di fede che “ci testimoniano, ci mostrano possibile e praticabile questa apertura illimitata, questa uscita misericordiosa come spinta urgente dell’amore e della sua logica intrinseca di dono, di sacrificio e di gratuità”.
È un mandato che ci tocca da vicino: io sono sempre una missione; tu sei sempre una missione; ogni battezzata e battezzato è una missione. Nessuno è inutile e insignificante per l’amore di Dio. Ciascuno di noi è una missione nel mondo perché frutto dell’amore di Dio.
 
Il Battesimo ci garantisce che siamo figli e figlie di Dio
La vita divina ed eterna, sottolinea il Papa, “ci viene comunicata nel Battesimo, che ci dona la fede in Gesù Cristo vincitore del peccato e della morte, ci rigenera ad immagine e somiglianza di Dio e ci inserisce nel corpo di Cristo che è la Chiesa”. In questo senso, il Battesimo è veramente necessario per la salvezza, spiega, “perché ci garantisce che siamo figli e figlie, sempre e dovunque, mai orfani, stranieri o schiavi, nella casa del Padre”. Siamo figli dei nostri genitori naturali, ricorda Francesco, “ma nel Battesimo ci è data l’originaria paternità e la vera maternità: non può avere Dio come Padre chi non ha la Chiesa come madre”. Gesù, sottolinea il Pontefice nel suo messaggio, dice ai discepoli: “come il Padre ha mandato me, anche io mando voi pieni di Spirito Santo per la riconciliazione del mondo”.
Al cristiano compete questo invio, affinché a nessuno manchi l’annuncio della sua vocazione a figlio adottivo, la certezza della sua dignità personale e dell’intrinseco valore di ogni vita umana dal suo concepimento fino alla sua morte naturale.
Il rifiuto della paternità di Dio impedisce la fraternità universale
Purtroppo, commenta ancora Papa Francesco, il “dilagante secolarismo” quando rifiuta la paternità di Dio nella nostra storia, “impedisce ogni autentica fraternità universale che si esprime nel reciproco rispetto della vita di ciascuno”
Senza il Dio di Gesù Cristo, ogni differenza si riduce ad infernale minaccia rendendo impossibile qualsiasi fraterna accoglienza e feconda unità del genere umano.
Infine il Papa ricorda che nella Maximud Illud, le Pontificie Opere Missionarie sono già proposte come strumento missionario.
Le POM esprimono il loro servizio all’universalità ecclesiale come una rete globale che sostiene il Papa nel suo impegno missionario con la preghiera, anima della missione, e la carità dei cristiani sparsi per il mondo intero.
Quattro opere per aiutare il Papa nel suo ministero
La loro offerta, conclude Francesco, “aiuta il Papa nell’evangelizzazione delle Chiese particolari (Opera della Propagazione della Fede), nella formazione del clero locale (Opera di San Pietro Apostolo), nell’educazione di una coscienza missionaria dei bambini di tutto il mondo (Opera della Santa Infanzia) e nella formazione missionaria della fede dei cristiani (Pontifica Unione Missionaria)”. Il Pontefice rinnova il suo appoggio a tali Opere, e si augura “che il Mese missionario straordinario dell’ottobre 2019 contribuisca al rinnovamento del loro servizio missionario al mio ministero”.